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Educare fa rima con Innovare

UN “NOI” CHE VALE PIÙ DI UN “IO”

di Alessandra Pino (alunna di 1°D – Scuola Maria Ausiliatrice di San Donato Milanese)

 

Il 18 Novembre 2025 nella mia scuola è stata una giornata intensa ed indimenticabile: così si può riassumere la Giornata Missionaria vissuta da noi studenti e dai nostri professori. Questa esperienza ha unito riflessione, giochi e creatività.

La mattina è iniziata in salone con le note di We are one but different”, una canzone che mi ha trasmesso energia ed una sensazione di inclusione.

Il Preside, Prof. Repetto, ha parlato della famosa canzone We are the World”, sottolineando come lunione tra le persone possa davvero cambiare il mondo. Attraverso la preghiera del Padre Nostro, recitata tutti insieme, il messaggio arrivato a tutti è stato: siamo una famiglia”, siamo un noi” e non un io”.

Il cuore della Giornata è stato lintervento di Suor Paola, Missionaria in Etiopia ad Adwa, che ci ha fatto riflettere su cosa conta davvero nella vita e nella missione.

Mi ha colpito il suo discorso sullimportanza della valigia che deve essere piena solo di oggetti essenziali.

La sua storia, piena di viaggi, incontri e scelte coraggiose, mi ha molto emozionato e davvero ispirato. Un altro momento molto speciale è stato quando è stato proposto, nelle classi, il laboratorio IO CAMBIO, QUINDI CRESCO”. Il laboratorio  mi ha fatto riflettere su due pensieri: per conoscere gli altri bisogna prima conoscere se stessi” e nonostante si cresca e si cambi, ci sono lati di noi che non cambieranno mai”.

Tra le attività più coinvolgenti della giornata, c’è stato il laboratorio degli scoubidou”: le nostre classi si sono trasformate in veri e e propri atelier! Intrecciare i fili è stato un esercizio di pazienza e di collaborazione. Studenti e Docenti si sono aiutati e gli scoubidou sono diventati il simbolo di una giornata vissuta insieme. Quando ho iniziato ad intrecciare il mio scoubidou, pensavo fosse solo un passatempo. In realtà, ogni nodo che facevo era un piccolo passo verso qualcosa di più grande. Mi sono sentita infatti parte di un gruppo unito. Il mio pensiero è stato: con tanta fatica quando si lavora insieme si arriva ad un risultato bellissimo. Questa esperienza mi ha insegnato che, proprio come fili colorati, anche le nostre vite si intrecciano quando lavoriamo insieme.

Lunicità di quella giornata resterà sempre con me.

Raccontare lemozione di questa giornata è difficile: la felicità di condividere i momenti magici con amici e insegnanti, la commozione dei racconti, la gioia di creare qualcosa insieme, la sorpresa di scoprire aspetti nuovi nei miei compagni.

L’allegria, la collaborazione, la capacità di aiutarsi e di aiutare ha reso la Giornata Missionaria unesperienza intensa, che lascia il segno nel cuore.

Le frasi preferite della canzone We are unity”, per me sono: I wanna be free”, We share the same sun, We share the same Ocean”.

 

 

 

 

EDUCARE FA RIMA CON INNOVARE

di Paolo Gennari

 

E se linnovazione, a scuola, non fosse solo una parola nuova, ma un modo diverso di stare insieme?

Alla Scuola Maria Ausiliatrice, linnovazione prende forma nei volti, nelle esperienze condivise, nelle emozioni vissute e nelle domande che nascono. Giornate speciali come quella Missionaria o dellInclusività, vissute intensamente da studenti e docenti, raccontano meglio di qualsiasi definizione che cosa significhi davvero Innovazione” allinterno del progetto educativo della nostra scuola.

Innovare, infatti, non significa rompere con il passato o inseguire mode educative, ma rileggere con intraprendenza la tradizione salesiana alla luce dei bisogni dei ragazzi di oggi, rendendo lapprendimento più coinvolgente, autentico e umano. È uninnovazione che mette al centro la persona, prima ancora dei contenuti.

La Giornata Missionaria ne è stata un esempio concreto. Fin dal mattino, con la canzone We are one but different”, il messaggio è stato chiaro: siamo diversi, ma profondamente uniti. Le parole del Preside, la preghiera recitata insieme, lincontro con Suor Paola Labella – missionaria in Etiopia – hanno trasformato un momento scolastico in unesperienza di vita. La metafora della valigia leggera”, piena solo di ciò che è essenziale, ha invitato i ragazzi a interrogarsi su ciò che conta davvero, a livello personale e relazionale.

Linnovazione si è vista anche nei laboratori, come quello intitolatoIo cambio, quindi cresco”, dove la riflessione interiore è diventata parte integrante del percorso educativo.

La Giornata dellInclusività ha poi dato un volto ancora più chiaro allidea di innovazione come esperienza vissuta. Lincontro con Cassandra, alunna della Scuola Primaria e atleta di taekwondo, ha mostrato che linclusione non è una teoria ma una pratica quotidiana. Un braccio in meno? No. Un esempio in più.” Attraverso i giochi affrontati con una mano sola, i ragazzi hanno sperimentato cosa significa mettersi nei panni dellaltro. Non spiegazioni astratte, ma empatia in azione.

Lo stesso è accaduto nellincontro con Federico De Rosa, ragazzo autistico e autore del libro Quello che non ho mai detto”. Il silenzio attento del salone, le domande profonde degli studenti, le risposte scritte con pazienza al computer hanno trasformato lascolto in un atto educativo potente. Quando Federico ha detto State facendo la storia”, ha restituito alla scuola il senso più autentico del suo cammino: educare a una società in cui le differenze non escludono, ma arricchiscono.

Ecco allora che InnovaSMA si rivela per ciò che è davvero: un progetto che integra didattica, relazioni, crescita personale e cittadinanza, senza separarle. Un percorso che valorizza laboratori, lavori di gruppo, CLIL, riflessione interiore, orientamento e valutazione attenta non solo ai risultati, ma ai processi e alle competenze trasversali.

Queste giornate speciali – Alzati e… Dona, Accogli, Splendi, Ricorda, Gioisci, Scopri, Scegli, Prenditi cura – non sono eventi isolati, ma tappe di un unico cammino educativo, pensato per aiutare ogni ragazzo a scoprire i propri talenti e a sentirsi parte di una comunità che educa insieme.

In conclusione, per la Scuola Maria Ausiliatrice innovare significa educare al senso, costruire esperienze che lascino il segno, dare voce agli studenti, creare legami autentici. Significa avere il coraggio di cambiare metodo senza perdere identità e di accompagnare ogni alunno nel diventare protagonista del proprio futuro.