Due giorni Zoverallo, formazione coordinatori AED
Educarsi alla lentezza, sostare per tornare al senso del nostro fare. Così si potrebbe sintetizzare ciò che nei giorni di 28 e 29 giugno abbiamo vissuto come coordinatori e collaboratori, nell’accogliente casa “Maria Mazzarello” di Zoverallo sul lago Maggiore. Non è stato d’ostacolo il caldo né la stanchezza accumulata nel corso dell’anno scolastico: in un clima familiare di ascolto e di dialogo ci è stata donata l’occasione di riflettere sulla figura del coordinatore delle attività educative e didattiche (AED) e su come Gesù possa davvero essere fonte inesauribile e privilegiata per impostare la nostra missione. Grazie alla preziosa presenza di sr Marilisa, sr Sara e del prof. Alessandro Sacchella, l’attività di riflessione e confronto ha delineato i valori di riferimento dell’azione dei coordinatori alla luce del Vangelo e della Lettera apostolica sull’educazione “Disegnare nuove mappe di speranza” di Papa Leone XIV, snodandosi intorno a tre verbi fondamentali: riconoscere, discernere e identificare. Al centro del dibattito vi sono l’unicità dello studente e la sua crescita integrale (riconoscere), che in una logica intraprendente e orientativa significano per noi essere educatori “trasformativi”, che sanno integrare la dimensione spirituale nei vari ambiti scolatici e nelle diverse discipline, accompagnando ogni studente alla scoperta e alla valorizzazione dei propri talenti per sé e per la comunità. La didattica esperienziale, l’ascolto attivo e la valutazione formativa (discernere) interpellano prima di tutto il coordinatore, l’assistente, il docente, che devono riconoscersi come donne e uomini sempre in cammino, ricercatori infaticabili di sapienza e artefici credibili di bellezza; l’autorevolezza nasce dall’essere prima che dal fare, poiché il coordinatore è colui che, nella coerenza del proprio operato, vive ciò che chiede e, nell’ascolto, nel riconoscimento e nella comprensione di domande e di bisogni (identificare), sa orientare e mantenere vivo il senso profondo dell’agire; le capacità organizzative e gestionali del coordinatore diventano così “arte educativa” che trasforma la scuola in una comunità viva, in cui l’esercizio di corresponsabilità genera e mantiene un dialogo costruttivo con tutta la comunità educante, in cui gli inevitabili conflitti possono diventare occasione per far crescere una maggiore consapevolezza comunitaria.
Le giornate scandite da letture personali, confronto nei piccoli gruppi e condivisione hanno permesso di creare e consolidare una rete che possa davvero sviluppare la leadership salesiana. Non sono certo mancati la preghiera condivisa nella cappella della Casa, i momenti conviviali e anche la proposta della visione di un film, “Il maestro che promise il mare”, che ha suscitato non poche domande ed è stata ulteriore occasione di riflessione con il desiderio di riportare l’esperienza vissuta all’interno dei nostri collegi docenti.
Infine, i saluti, gli scambi di numeri di telefono, i sorrisi aperti e gli abbracci grati non solo sono stati il coronamento di un bene e di una fraternità sperimentati, ma sono stati anche la riprova che sì, lo sguardo può andare oltre e può osare, ma solo se insieme si cammina e insieme si costruiscono ponti, coniugando i valori evangelici e lo spirito di innovazione.
Silvia Nolli (Scuola Maria Ausiliatrice di Varese)